Dancing in the Rain(forest)

The Belle of New Orleans tried to show me once how to Tango. (Tori Amos)

...somewhere, between the sacred silence and sleep ...disorder. (System of a Down)

Caught a lite sneeze,
Dreamed a little dream,
Made my own pretty hate machine. (Tori Amos)

Saturday, April 15, 2006

Calderoli e la Matematica

Italiani, fossi in voi comincerei ad avere paura, e tanta. Ora Calderoli dice che ha vinto la CdL perche' per un cavillo della legge da lui scritta, i voti la Lega Alleanza Lombarda, alleata dell'unione, non vanno contati. E perche' mai? Perche' - dice lui - una lista deve presentarsi in almeno due circoscrizioni. E dove e' scritto? Scorrete la legge, questa precisazione non c'e'. Ma ecco svelato l'arcano, con le parole dello stesso Calderoli:
[...] a casa mia l'uso del singolare e del plurale sono cosa chiara e infatti nella legge si parla di somma delle cifre elettorali circoscrizionali conseguite nelle singole circoscrizioni per stabilire la cifra elettorale nazionale della singola lista».
«E la somma di singole circoscrizioni - aggiunge l'ex ministro rispondendo alla nota dell'Ulivo - significa senza dubbio alcuno che deve essere almeno la somma di uno più uno, diversamente non avrebbe avuto significato l' uso del plurale
Informiamo l'ex ministro Calderoli che l'uso del plurale in questo caso non c'entra un accidente. La legge, cosi' come e'scritta, prevede una somma delle circoscrizioni. Ora, ogni persona che abbia studiato un filo di matematica, sa che si possono sommare UNO o piu' numeri (si puo' definire anche la somma di zero numeri, e il risultato e' zero, ma tipicamente non occorre arrivare a questo punto). Se io sommo un numero da solo, il risultato e' il numero stesso, come se lo avessi sommato a zero. Elementare. Se si voleva vietare che una lista si presentasse solo in una circoscrizione, sarebbe bastato scriverlo. La legge elettorale l'ha scritta lui! Non puo' dire ora che certe cose erano sottintese. Quindi i casi sono due: o Calderoli e' un ignorante, o e' un furbastro. Ripeto, io, fossi in Italia, comincerei a preoccuparmi...

2 Comments:

Io non avrei paura. Vi racconto questa storia parafrasando un (secondo me bravissimo) fumettista, Vittorio Giardino. Ad un rievimento all'ambasciata inglese a Parigi si incontrano, una delegazione del governo italiano di allora (siamo negl'anni '30), tutti canonicamente in camicia nera, ed un gruppo di fuoriusciti (sempre italiani) aggregati alla delegazione della Spagna repubblicana. In Spagna, infuria una spaventosa guerra civile. Germania e Italia appoggiano con contingenti militari i franchisti mentre volontari da tutto il mondo combattono con i repubblicani nelle brigate internazionali. Gli italiani fuoriusciti, tutti militanti anfifascisti, al ricevimento sono tra questi. Appena si vedono iniziano a litigare, attirando, naturalmente, l'attenzione di tutti i presenti. La moglie dell'ambasciatore inglese, preoccupata, interroga il marito su cosa stia accadendo ed ottiene questa rassicurante risposta: "Darling ... you know ... italians, Guelfi and Ghibellini, Montecchi and Capuleti". Io non so se il nuovo governo riuscirà a restare in carica almeno 2 anni, ma con questi numeri so per certo che saranno tutti tesi a delegittimarlo, d'altra parte se la destra avesse vinto si sarebbe trovata in una situazione simile. Probabilmente avrebbero detto (come di fatto hanno già detto): "ma lasciateci lavorare". La verità è che ha ragione l'Economist definendo l'Italia "not a normal country". Pensavamo che con le elezioni fosse finita questa lunga campagna elettorale iniziata alle precedenti regionali e invece questa, continuerà fino alle prossime politiche inglobando tutto in un paradossale e lunghissimo stato di emergenza per cui tutti noi ne faremo le spese. Un'ultima cosa scusandomi per la lunghezza, lo so, sono in vena di citazioni ma mi sembra caschi a fagiolo in questo caso. Sapevate cosa diceva il gen. Montgomery riguardo alla situazione politica italiana? "la situazione è grave, ma non è ... seria"
Io non avrei paura. Vi racconto questa storia parafrasando un (secondo me bravissimo) fumettista, Vittorio Giardino. Ad un rievimento all'ambasciata inglese a Parigi si incontrano, una delegazione del governo italiano di allora (siamo negl'anni '30), tutti canonicamente in camicia nera, ed un gruppo di fuoriusciti (sempre italiani) aggregati alla delegazione della Spagna repubblicana. In Spagna, infuria una spaventosa guerra civile. Germania e Italia appoggiano con contingenti militari i franchisti mentre volontari da tutto il mondo combattono con i repubblicani nelle brigate internazionali. Gli italiani fuoriusciti, tutti militanti anfifascisti, al ricevimento sono tra questi. Appena si vedono iniziano a litigare, attirando, naturalmente, l'attenzione di tutti i presenti. La moglie dell'ambasciatore inglese, preoccupata, interroga il marito su cosa stia accadendo ed ottiene questa rassicurante risposta: "Darling ... you know ... italians, Guelfi and Ghibellini, Montecchi and Capuleti". Io non so se il nuovo governo riuscirà a restare in carica almeno 2 anni, ma con questi numeri so per certo che saranno tutti tesi a delegittimarlo, d'altra parte se la destra avesse vinto si sarebbe trovata in una situazione simile. Probabilmente avrebbero detto (come di fatto hanno già detto): "ma lasciateci lavorare". La verità è che ha ragione l'Economist definendo l'Italia "not a normal country". Pensavamo che con le elezioni fosse finita questa lunga campagna elettorale iniziata alle precedenti regionali e invece questa, continuerà fino alle prossime politiche inglobando tutto in un paradossale e lunghissimo stato di emergenza per cui tutti noi ne faremo le spese. Un'ultima cosa scusandomi per la lunghezza, lo so, sono in vena di citazioni ma mi sembra caschi a fagiolo in questo caso. Sapevate cosa diceva il gen. Montgomery riguardo alla situazione politica italiana? "la situazione è grave, ma non è ... seria"

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